Riepilogo:Google sta impugnando la sentenza antitrust statunitense che ha stabilito che deteneva illegalmente un monopolio nella ricerca online e chiede al tribunale di sospendere i provvedimenti finora ordinati. Il dibattito ora non si concentra tanto sulla potenza di Google (lo è) quanto piuttosto sull'entità delle modifiche proposte.
Un modo utile per leggere la storia è trattarla come un caso di "potenza predefinita": se il tuo motore di ricerca è quello predefinito quasi ovunque, puoi vincere anche se i concorrenti sono bravi.
La situazione in un paragrafo
Dal rapporto della BBC:
- Un giudice statunitense ha stabilito che Google ha mantenuto illegalmente un monopolio di ricerca.
- Google ha presentato ricorso e chiede che vengano sospesi i rimedi.
- Il giudice ha respinto le richieste di separazione (inclusa la scissione di Chrome).
- I rimedi si concentrano invece su requisiti quali la condivisione di determinati dati con concorrenti qualificati e la possibilità per i rivali di distribuire i risultati di Google.
Perché la "scomposizione di Google" non è avvenuta
Le rotture sono politicamente drammatiche e legalmente difficili.
I tribunali spesso preferiscono rimedi che:
- preservare la continuità aziendale
- evitare di destabilizzare i mercati
- sono più facili da monitorare rispetto alla chirurgia aziendale
Ma c'è un problema: se i rimedi sono troppo cauti, non cambiano il comportamento.
La domanda è se "condividere alcuni dati" più "consentire una certa diffusione" riduca effettivamente la capacità di Google di controllare il mercato della ricerca.
Il potere predefinito è il fossato nascosto
Gran parte del predominio della ricerca è dovuto alla distribuzione:
- browser
- smartphone
- la casella di ricerca predefinita
Se un utente non modifica mai le impostazioni predefinite, il titolare vince per inerzia.
Quindi i rimedi più efficaci storicamente mirano a:
- offerte esclusive
- posizionamento predefinito
- collegare la ricerca ai browser o ai sistemi operativi
Se il pacchetto di rimedi non modifica le impostazioni predefinite, Google può mantenere la posizione dominante anche se condivide alcuni dati di indicizzazione.
Il rimedio dell'indice di ricerca: potente, ma rischioso
La BBC fa notare che il giudice ha ordinato a Google di condividere determinati dati, tra cui parti del suo indice.
Ciò potrebbe aiutare i concorrenti abbassando la barriera dei costi.
Ma il rischio è quello di creare un mondo in cui Google è un grossista, in cui i concorrenti dipendono dal backend di Google.
Un rimedio efficace avrebbe bisogno di protezioni:
- chiare protezioni della privacy
- auditing rigoroso
- limiti all'uso e alla ridistribuzione
- un orizzonte temporale (in modo che i concorrenti abbiano ancora incentivi a costruire)
Privacy: un argomento vero, ma non un veto
Google sostiene che la condivisione dei dati mette a rischio la privacy degli americani.
Ciò può essere vero, a seconda dell'implementazione.
Ma la privacy non può essere una protezione totale contro le misure correttive anti-concorrenza. La risposta giusta è:
- ridurre al minimo la condivisione dei dati
- aggregare dove possibile
- applicare gli standard di sicurezza
- penalizzare l'uso improprio
Altrimenti, la “privacy” diventa una ragione permanente per non imporre mai l’interoperabilità.
L'intelligenza artificiale è la variabile complicata
Il giudice ha osservato che l'intelligenza artificiale generativa ha cambiato l'andamento del caso.
Ciò è importante perché:
- L'intelligenza artificiale potrebbe ridurre la dipendenza dalla ricerca classica
- L'intelligenza artificiale potrebbe creare nuovi valori predefiniti (pulsanti di assistenza integrati nei dispositivi)
- L’intelligenza artificiale potrebbe concentrare nuovamente il potere (se solo poche aziende potranno permettersi modelli di frontiera)
Quindi gli enti regolatori potrebbero finire per allentare la presa di Google sulla ricerca tradizionale, mentre emerge un nuovo garante.
Se non stai smantellando Google, cos'è il successo?
Una definizione pratica di rimedi efficaci sarebbe:
- più provider di ricerca raggiungono gli utenti per impostazione predefinita
- commutazione misurabile e multi-homing
- vera innovazione negli approcci di ranking
- un ecosistema più sano di indici indipendenti
Se il risultato è semplicemente "Google condivide i dati e resta l'impostazione predefinita", non si tratta di un ripristino competitivo.
Cosa guardare dopo
- Il ricorso ritarderà i rimedi per anni?
- I rimedi modificano in modo significativo il posizionamento predefinito?
- I concorrenti possono innovare o semplicemente rivendere Google?
- L'intelligenza artificiale diventerà il nuovo guardiano predefinito?
In conclusione
L'appello sposta l'attenzione sul design dei rimedi.
Se i decisori politici vogliono una vera concorrenza nella ricerca, devono affrontare il problema della distribuzione predefinita, non solo dell'accesso ai dati. Altrimenti, il caso si concluderà con un titolo legale e un mercato che sembra sostanzialmente identico.
Fonti
- BBC News (Tecnologia):https://www.bbc.com/news/articles/clyn0ek5rdpo?at_medium=RSS&at_campaign=rss